LA PROVA STORICA SCHIACCIANTE DEI FATTI RICONDUCIBILI ALL’INDAGINE“FIORI NEL FANGO 2”

di MArco Attard 

Non sto parlando di uno dei romanzi super thriller di Steve Martini ma dei brogliacci audio inseriti su tutto il web da Paolo Ferraro. La prova schiacciante è quella che ti mette con le spalle al muro e il magistrato Ferraro ha messo con le spalle al muro una delle più potenti organizzazioni criminali che esiste in  Italia. I brogliacci audio sono una  prova che non lascia dubbi o possibilità di altre interpretazioni e quindi mette con le spalle al muro i livelli alti di questa organizzazione.
 Fiori nel fango e fiori nel fango 2 si occupa di pedofilia e di bambini scomparsi nel nulla o dentro le mura della Cecchignola. Tutti noi che viviamo in una grande democrazia fondata sui valori della libertà e dell’uguaglianza dobbiamo purtroppo constatare dagli audio depositati dal dott. Ferraro in varie procure d’Italia e inserite in tutto il web che anche il nostro paese è colpito da quella violenza che ci lascia smarriti e che tentiamo di liquidare come l’azione isolata di menti malate. 
 Non possiamo più continuare a classificare questi criminali in termini di patologia anche se molti tuttavia continuano a crederlo.
 Invece ci si deve interrogare sui processi psicologici che rendono possibile l’attuazione di atroci violenze da parte di persone normali, per il resto capaci nella loro vita quotidiana di intrattenere con gli altri relazioni sociali positive e di provare sentimenti di empatia e compassione. 
Da tempo la psicologia ha messo in luce che per riuscire a compiere azioni violente sugli altri occorre considerarli come oggetti e non come persone. 
Occorre negare loro quell’umanità che ci accomuna. L’identificazione all’altro come simile a noi è un potente inibitore naturale della violenza e su di essa si fonda il principio che ci vieta di fare agli altri ciò che non vorremmo venisse fatto a noi. 
Si tratta di un principio che non è, come spesso si ritiene, soltanto di origine culturale, ma ha delle precise basi filogenetiche. 
Per superare l’inibizione a fare del male ad una persona nella quale riconosciamo, come in uno specchio, il nostro stesso volto, si deve ricorrere a meccanismi cognitivi ed emotivi che riducono, negano o annullano l’umanità dell’altro; e in questo i brogliacci audio di Ferraro P. sono un’esempio lampante. 
La logica da seguire è che se riusciamo a convincerci che l’altro non condivide pienamente la nostra umanità, possiamo infierire su di lui impunemente, poiché viene bloccata ogni possibilità di empatia e di pietà. 
 Molte possono essere le giustificazioni su cui ci si basa per costruire categorie di subumanità: il sesso, la religione, il grado di civiltà e il livello sociale (nell’inchiesta Fiori nel fango2 molti bambini scomparsi sono ROM). 
 L’oggettivazione e la deumanizzazione dell’altro consentono a chi compie violenze di raggiungere un duplice risultato: non abdicare al principio morale che vieta di oltreggiare ed uccidere il proprio simile, ma allo stesso tempo violarlo senza sentirsi in colpa. 
Si realizza così quel disimpegno morale che permette alle persone di agire contro i propri principi etici mantenendo allo stesso tempo una positiva immagine di sé. 
La violenza non viene ritenuta riprovevole, perché attuata non nei confronti di un essere umano ma di un essere inferiore, degradato, addirittura di una cosa. 
Per rafforzare l’operazione di disimpegno morale si invoca sovente l’obbedienza all’autorità, sulla quale viene spostata la responsabilità delle azioni. 
Questo è avvenuto anche all’interno dell’appartamento della Cecchignola dove ha abitato per brevissimo tempo il magistrato Paolo Ferraro. I carnefici della Cecchignola hanno così potuto infierire sulle loro vittime con l’indifferenza di chi compie un’azione incolpevole, se non addirittura con il compiacimento di chi si sente di svolgere un lavoro necessario, degno di vanto e magari di una foto ricordo. 
L’anno 2006 è cruciale perché l’indagine Fiori nel fango 2 arriva a un punto importante e  vengono arrestate una trentina di persone in tutta Italia, addirittura l’indagine colpisce la lontana provincia di Pordenone. 
Poi tutto si ferma, come per uno strano incantesimo, e scoppia lo scandalo della scuola materna di Rignano Flaminio. Proprio così si chiude il sipario sull’indagine Fiori nel Fango 2 e se ne apre un’altro per il dannato caso dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. 
La sentenza del maggio 2012 recita: IL FATTO NON SUSSISTE, quegli orrendi abusi sessuali pedo-satanisti ritualizzati non sono mai avvenuti ai danni dei piccoli alunni, nessuno li ha mai toccati nelle parti intime, trascinati in case dell’orrore o costretti a bere pozioni di sangue. 
Indagine e processo durano 7 anni. Tra i vari periti nominati dal tribunale di Tivoli c’è anche il prof. Francesco Montecchi ed il team della cooperativa il Girasole onlus. 
 Il prof. Montecchi ed il team del Girasole non furono purtroppo neppure soli. 
Anche l’altro famoso medico di Roma, il dott. Luigi Cancrini, lo psichiatra che dal 1998 dirige il “Centro di Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia” (CABMF), visitò nel 2006 molte delle famiglie denuncianti azzardando ipotesi diagnostiche e avanzando proposte terapeutiche della cui validità ci sarebbe oggi motivo di dubbio. 
Ed anch’egli non rinunciò a comunicare a mezzo stampa i propri pareri (10/05/2007):
L’accusa è «fondata su fatti seri» ma «è giusto» che il dibattimento segua i suoi tempi. Lo sostiene lo psichiatra Luigi Cancrini, deputato Ds, che si occupò della vicenda di Rignano Flaminio raccogliendo, fin dall’inizio della vicenda, le testimonianze di alcune famiglie coinvolte. «Per me – sostiene l’esperto – quei colloqui sono attendibili e poi c’è la sofferenza dei bambini e dei genitori, una sofferenza altissima che va rispettata». Commentando la scarcerazione di cinque dei sei presunti colpevoli, Cancrini dice di essere «soddisfatto che queste persone non siano in carcere fino alla condanna. Non ci può essere reiterazione del reato nè occultamento delle prove». Tuttavia – prosegue – «ho letto i documenti, mi sembra che il comportamento della Procura sia giustificato. Le accuse sono fondate, si basano su fatti seri. Ci saranno altri momenti del dibattimento». L’odierna scarcerazione, a suo avviso, «dovrebbe aiutare a far svelenire il clima» in cui è caduto un intero paese. Cancrini tiene anche a sottolineare che i bambini, alcuni dei quali saranno a breve seguiti dal centro che dirige, «stanno male. Vivono una sindrome post traumatica che dà inquietudine, crisi notturne, regressione, comportamenti sessuali marcati. E c’è la sofferenza anche dei genitori» da non sottovalutare.
Si proprio Luigi Cancrini, denunciato dal magistrato Paolo Ferraro per aver utilizzato lo squilibrio di alcuni suoi parenti e la loro aggredibile sfera per la distruzione professionale dello stesso e per aver rivendicato la trappola del maggio 2009 sempre nei confronti dello stesso magistrato (vedere diario manoscritto del padre di Paolo Ferraro “Gino Ferraro”). 
Se la società considera gli individui responsabili delle proprie azioni, da questa brutta vicenda risulta che andrebbero considerati responsabili anche coloro che controllano il contesto sociale.
 Ormai la psicologia sociale ha accumulato un secolo di ricerche sui processi di influenza. 
E appare inequivocabile come persone comuni, poste all’interno di un complesso sistema di forze sociali, possano essere indotte a compiere azioni malvage e manipolatorie. 
Come recentemente suggerito da Caprara G. bisogna alzare il velo dell’ignoranza sulla condotta umana. 
Che tutto questo sia accaduto a persone che sono cresciute e vivono in un sistema democratico ci ricorda drammaticamente che la violenza è sempre possibile, anche laddove la comune umanità è assunta a valore fondante e la sopraffazione non è accettata e teorizzata come sistema. 
I principi di uguaglianza, libertà, e fraternità di cui il mondo occidentale va giustamente orgoglioso non rappresentano una conquista scontata e realizzata una volta per tutte, ma vanno continuamente coltivati e difesi, anche grazie alla conoscenza dei processi psicologici che consentono agli individui di violarli impunemente.

Attard Marco

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